Scouting. Virginia Bizzi

chicchissima-Virginia-Bizzi- SS17

 

Virginia Bizzi. London Eye

Scorro le immagini degli abiti e il primo pensiero è questo: c’è molta giovinezza, nell’accezione non dell’inesperienza, sia chiaro, ma della convinzione della propria opinione, e forse è più corretto dire che c’è molta Londra a Bologna, nelle creazioni di Virginia Bizzi.
La Londra in cui ci si esprime liberamente, in cui non si è giudicati dall’apparenza, bensì la si utilizza per comunicare.
La Londra che ho visto portarsi in giro con una fierezza e identità, anche nelle piccole cose, nei dettagli, che nel resto d’Europa nessuno sa valorizzare.
Virginia Bizzi mi ha fatto venire in mente tutto questo.
Non a caso, ho poi scoperto che nel suo lavoro Virginia mescola riferimenti storici, colori pop, dettagli acidi e punk, elementi pittorici, tagli e inserti raffinati, attingendo a esperienze e influenze che hanno arricchito il suo percorso professionale ed esistenziale.
Figlia d’arte, del designer Massimo Bizzi, ha trascorso l’infanzia e la prima giovinezza respirando arte e moda.
Trasferitasi appunto a Londra (!) dove ha studiato alla Saint Martin School, ha fatto il suo apprendistato nell’atelier dell’eclettica Vivienne Westwood, dalla quale ha assorbito evidentemente il gusto di giocare arditamente con l’esibizione (anziché il sottinteso) dei rimandi e degli stili.
Tornata in Italia, pur giovanissima ha realizzato la sua prima capsule collection nel 2014, nella quale ha mostrato promettente determinazione e lucidità con un’apprezzata variazione di capi unicamente in pelle.

Virginia sperimenta voracemente, in seguito, con altri tessuti, mescola, taglia, unisce creando nuove geometrie e proponendo collezioni sempre diverse e sorprendenti.
Arriva alla stagione SS17 con proposte che presentano elementi ricorrenti come l’alternanza fra tessuti lisci e ruvidi, gli inserti laterali, lo smontaggio e rimontaggio del disegno per la creazione di motivi coerenti ma in rilievo.

Scorrendo le immagini a partire dalla prima capsule collection per arrivare alle proposte Fall-Winter 2018, si percepisce che Virginia possiede un’arditezza, una dimestichezza con la propria creatività, la cui forza prevale su prudenza, a volte coerenza,  per esprimersi e sperimentare con obbiettivi precisi e non comuni.  Preoccupandosi più del senso del singolo capo, che del giudizio di chi, penna in mano, cercherà facili descrizioni per l’intera collezione.

Ogni capo racconta una piccola storia, grazie a un dettaglio, un colore, un taglio, un tessuto.
Ogni abito è finito, una collezione a sé, un momento storico, quasi, un’idea autonoma.
C’è Maria Antonietta nelle maniche a sbuffo e nei cappotti avvitati, ci sono bottoni oro militari, jacquard a riquadri colorati che riprende un quadro di Matisse, poi tessuto plaid o cerata militare, colori fluo o l’intera palette dal blu al bianco, passando dal viola, nella maglieria.
Ci sono morbidezza e struttura, prepotenza e fragilità, mimetismo e protagonismo.
Scegli un abito dalla collezione, lo indossi e vai per strada a dire chi sei, in questo momento, e dove vuoi arrivare.
E non importa se la strada è di Bologna, anziché Londra, Virginia dice “si può fare”, e non c’è motivo di dubitare.

 

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@Credits. Per le immagini, si ringrazia l’ufficio stampa del brand

 

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