ll brand Italo Marseglia nasce dalla volontà del suo omonimo designer nel 2016.
Forte di un background fatto di poliedriche esperienze grazie alle quali approccia prodotti e realtà di confezione molto diverse, Italo delinea la filosofia del brand ed una precisa definizione del prodotto.
The Common thread
La Capsule collection “The common thread“, appena presentata ad Altaroma, è stata pensata in un lungo periodo: cominciato forse un anno fa; quando, dopo ZOOmantic ed il suo successo, il mondo e le dinamiche alle quali il designer faceva riferimento sono improvvisamente cambiati.
L’emergenza Covid, ribalta tutto, e l’attività che Italo ha avviato va completamente ripensata.
E se è vero, che è nei momenti più difficili che la creatività e l’estro prendono forma e anche vero che spesso è necessario un profondo lavoro su se stessi per riuscire ad incanalare le proprie energie in un nuovo progetto.
Nasce così ” The Common thread” dove la parola Common rappresenta un filo comune: il filato che corre lungo tutta la capsule collection nei capi realizzati interamente a mano con tecnica crochet; comune altresì perché i filati adoperati vengono dal “crowfunding” attivato tramite i canali social del designer. Un filo comune perché proviene dalla mutua volontà di aiutare e intervenire in un progetto creativo che altrimenti non avrebbe avuto modo di esistere.
“Le risorse e le finanze a disposizione, dopo l’ultima collezione non mi permettevano di pensare secondo uno schema canonico di: approvvigionamento, façon e confezione. Ho dovuto necessariamente tagliare qualsiasi spesa. Ma, allora, cosa mi restava? E soprattutto, dove pensavo di poter andare con così esigui mezzi?”

Il ritorno agli esordi
Italo torna così ai diktat dei suoi esordi come studente di moda: individua come fine la sola espressione della sua creatività. Nasce così la stagione Fall/Winter 2021/2022: tenendo conto delle nuove necessità e modalità cui ci costringe lo scenario attuale. Lontano dal network globale messo in piedi per costruire le collezioni di UPCYCLING, il designer si è concentrato sul contributo singolo che è in grado di proporre con la sua sola idea di moda.
“Confermo il proposito del fare della manualità e della salvaguardia del savoir-faire artigianale un perno delle mie produzioni”, afferma lo stilista.
Proprio in quest’ottica, nasce l’idea di “Common thread“: un filo comune per la produzione di nuovi look per cui ricorrere solo alle mani coinvolgendo il più ampio network possibile per recuperare le materie prime. Per recuperare filato da lavorare con la tecnica del crochet per continuare il lavoro di UPCYCLING creativo partendo direttamente dal filo!
Le creazioni crochet #madeinitalo
Numerosi punti e lavorazioni diverse si alternano nei capi proposti: schemi recuperati da vecchi giornali e dispense anche Russe o Giapponesi e decifrate con difficoltà e una punta di divertimento!
La palette colori è ampia e variegata non volendo dare limite alle possibili donazioni di materia prima.
Dalle sue mani chiattulelle, come ha buffamente cominciato a definirle sui social, vengono fuori top, reggiseni, cardigan, maglioni e abiti.
Tutti con una grande alternanza di materiali: dal mohair al filato prodotto con denim riciclati o il poliestere Upcycled.
Così in un tempo sospeso, con una dose di incertezza sovrastata dalla curiosità e dalla voglia di fare nascono le creazioni crochet #madeinitalo che vestono il corpo con estrema morbidezza assecondandone i movimenti e giocando con la seduzione delle trasparenze in alcuni punti.
Un’importante attività di recupero della sapienza e della maestria artigianale caratteristiche del Made in Italy, quello intrapreso da Italo Mareseglia, tra ricerca e innovazione, tradizione e artigianalità e capacità di mettersi in gioco e di reinventarsi.

