CoCouture Milano. Lontana dagli eccessi, alla ricerca del particolare
Per apprezzare l’originalità dei capi CoCouture bisogna avvicinarsi e guardare i micro-dettagli.
Dimenticate i tagli eclatanti e le stampe sgargianti, i colori fluo e i tessuti tecnologici, superate la distanza degli abiti scultorei e della moda fatta per colpire.
Dovete venire vicino, molto vicino, magari entrando direttamente nel laboratorio di Costanza Mondini, a Milano, per apprezzare la cura e il gusto vagamente retrò delle creazioni CoCouture.
Cresciuta a Torino, tra le grucce dell’atelier per signora della nonna, dopo un trascorso in campo economico, Costanza ha recuperato la creatività e lo spirito trasformativo dopo la sua seconda maternità, negli Stati Uniti.
Arresasi alla evidente mancanza di abiti di suo gusto per le figlie, ha frequentato corsi di taglio e cucito, perfezionati al rientro in Italia, e ha provato a dar corpo alle proprie esigenze e fantasie, constatando che incontravano il gusto di molte altre donne dalla vita metropolitana, dinamica e sofisticata con discrezione.
Che abbia scelto Audrey Hepburn come icona di stile è già un preciso indicatore per chi si avvicina al suo atelier, aperto nel 2015. Linee pulite, dettagli stampati micronizzati, ricami sottili leggibili con grande attenzione, sobrietà priva di noia, decisamente chic.
La prossimità è certamente la chiave per vestire CoCouture. Non a caso, Costanza ama realizzare i suoi capi su misura, seguendo le linee (del corpo e delle intenzioni) delle sue clienti, nonché ridare vita a vecchi capi vintage riannodando il filo di storie (momentaneamente) interrotte.






