Eventi| Bellissima, vent’anni di Alta Moda Italiana al Maxxi

In primo piano, cappotto rosso di Pino Lancetti, 1965.

Bellissima, l’indimenticabile film di Visconti con Anna Magnani del 1951, è anche il titolo della splendida mostra al MAXXI di Roma, il luminoso e avveniristico Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo.

Un percorso che attraversa l’Alta moda italiana dal 1945 al 1968 e si snoda lungo un’immaginaria passerella articolata su diverse altezze e volumi che ne valorizzano e movimentano le creazioni esposte.

Una fotografia della memoria storica dell’Alta moda ed un magnifico tributo ad una delle innumerevoli eccellenze che tutto il mondo ci invidia.

Capucci, Fendi, le Sorelle Fontana, Galitzine, Gattinoni, Lancetti, Germana Marucelli, Lorenzo Riva, Sarli, Simonetta, Mila Schön, Schuberth, Emilio Pucci, Valentino:  solo per citare alcuni dei creatori di moda fra i più noti e creativi di quegli anni.

Le creazioni esposte, capolavori di genio e tecnica, sono state raggruppate per temi: Arty, che mette in luce le interessanti contaminazioni fra arte e moda; Esotismi, esemplificato magnificamente dall’abito a toga di Valentino dai ricami sontuosi, indossato da Jackie nel 1967; Space, che presenta la tendenza futuristica della moda di fine anni Sessanta. La mostra prosegue con una ricca carrellata di abiti declinati nei classici Giorno, Cocktail e Gran Sera per chiudere infine con una sezione speciale dedicata a due temi timeless e trasversali: Bianco & Nero e Cinema.

Il visitatore si immerge nell’atmosfera vintage grazie anche ad una sapiente selezione di video, provenienti sia dagli archivi televisivi che dalle pellicole più significative dell’epoca, come per esempio Le Amiche di Antonioni del 1955, liberamente tratto da Cesare Pavese e ambientato in una sartoria torinese o La Dolce Vita di Fellini del 1960.

Completa la mostra una serie di grandi pannelli con le opere dei fotografi di moda Pasquale De Antonis, Federico Garolla e Ugo Mulas e una scelta di pubblicazioni di moda italiane storiche come Bellezza, oltre a numerosi Vogue America d’epoca.

 

Un evento assolutamente imperdibile per tutti coloro amano la moda, la studiano o vi lavorano, un excursus emozionante nella storia dell’Alta moda italiana e una ricchissima fonte di ispirazione per il futuro.

Per l’articolo si ringrazia Arabella Isca. 

Stilista e anima creativa del brand Place du Cap.

Da destra verso sinistra, abito delle Sorelle Fontana, 1957; abito delle Sorelle Botti, 1957; abito di Lorenzo Riva, 1955; abito di Valentino, 1961; abito nero di Enzo, 1964 e abito “a scatola” di Roberto Capucci, 1958.

A destra, tailleur di Mila Schön, 1969;  a sinistra, cappotto delle Sorelle Fontana, 1969.A destra, tailleur di Mila Schön, 1969;  a sinistra, cappotto delle Sorelle Fontana, 1969.

chicchissima3A destra, abito beige di Fausto Sarli, 1966; a sinistra: abito nero di Mingolini-Guggenheim, 1966; in basso: abito nero lungo di Schuberth, 1953.

A destra, cappotto di Mila Schön, 1969, ispirato a Fontana; a sinistra, cappotto di Roberto Capucci, ispirato a Burri.A destra, cappotto di Mila Schön, 1969, ispirato a Fontana; a sinistra, cappotto di Roberto Capucci, ispirato a Burri.

chicchissima5Due modelli Valentino sulla scalinata dell’Archivio Centrale di Stato, foto Federico Garolla, Roma, 1958

di Fausto Sarli1966  abito nero di Mingolini GuggenheimA destra, abito beige di Fausto Sarli, 1966; a sinistra: abito nero di Mingolini-Guggenheim, 1966;

Arabella indossa un trench del suo brand Place du Cap

chicchissima4A destra, abito di Roberto Capucci, 1965, ispirato a Vasarely; a sinistra, abito-pantalone di Valentino, 1966;

Arabella indossa un trench del suo brand Place du Cap.

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