La sostenibilità nel mondo della moda parte da zéeero: appuntamento a Torino per la Fashion Revolution Week

Sabato 27 aprile 2019, dalle 9.30 alle 20.30 

Copernico, Corso Valdocco 2, Torino

Evento:https://bit.ly/2K5eIWN

Info: info@rencollective.org

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna a far tappa a Torino  il movimento globale che si batte per un’industria della moda più sostenibile con lo slogan #WhoMadeMyClothes

L’Evento

Oltre 20 workshop, 4 talk, 1 performance live e moltissimi altri eventi in città e dintorni: si chiama ‘‘zéeero’’ ma è ricchissima e diffusa la risposta di Torino alla Fashion Revolution Week, la settimana dedicata a promuovere una moda più etica su scala globale. Un nutrito numero di esperti da tutto il mondo si daranno appuntamento il 27 aprile, dalle 09:30 alle 20:30, presso il nuovissimo Spazio Copernico di Corso Valdocco 2, per far scoprire al pubblico che un sistema moda più attento all’ambiente e alle persone è davvero possibile.

Zéeero è il format ideato da rén (reinvent – educate – network), una no-profit nata dall’impegno di dodici ragazze sparse in tutta Italia accomunate dalla volontà di utilizzare la moda per guidare il cambiamento verso un futuro più sostenibile.
Zéeero vuole essere un motore – anche per chi parte da zero – per esplorare le numerose potenzialità ed espressioni della moda sostenibile. Lettera dopo lettera, mostrerà
i grandi temi richiamati dalle 3 ‘e’ del suo nome, dall’economia circolare (Economics, Economia), passando per impatto ambientale (Environment, Ecologia) e sociale (Equity, Equità sociale).

Ad aprire l’evento sarà Marina Spadafora, designer di moda etica e coordinatrice di Fashion Revolution Italia, che alzerà il sipario su una giornata in cui si susseguiranno moltissime realtà virtuose. Da Darin Hachem, con il suo Made in Italy dal sapore multiculturale, a Rifò, startup di capi e accessori da lana, cashmere e denim rigenerati, lo scopo sarà quello di offrire una visione completa sul reale impatto della moda – che non è pari a “zero” – presentando un valido modello alternativo fatto di educazione, informazione, innovazione ma anche riscoperta della tradizione e dell’eccellenza locale.

Presenti anche Berto Industria Tessile, fiore all’occhiello della filiera italiana del denim, Lucia Rosin e la sua competenza pluriennale in Meidea, spazio multifunzionale di ricerca a metà fra l’atelier di moda e lo studio di consulenza, e ancora Wami, la startup con la missione di garantire a tutti il diritto all’acqua potabile (che disseterà i partecipanti a zéeero) finendo con MyBeautyBox, leader nel mercato delle mistery box con la più grande community italiana di Beauty addicted, che per l’occasione proporrà i suoi cofanetti in veste ‘‘green’’.
In serata, sarà la performance di
Sara Conforti, Presidente hoferlab ass. cult. e attivista Campagna Abiti Puliti a dare un potente contributo e messaggio artistico alla rassegna.

In una città dove ancora riecheggiano le voci delle migliaia di giovani che hanno sfilato in difesa dell’ambiente nel #FridaysForFuture, non mancheranno gli ospiti d’eccezione: sarà infatti la Focal Point delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico, Myra Jackson, a guidarci alla scoperta di una delle industrie più inquinanti al mondo e delle azioni intraprese per mitigarne gli impatti, come la recentissima Alleanza per la Moda Sostenibile, lanciata pochi giorni fa dall’ONU a Nairobi. Pioniera del cambiamento, sarà presente a Torino una delle realtà più influenti al mondo, il Centre for Sustainable Fashion di Londra, impegnata da oltre dieci anni per la sostenibilità nella moda, rappresentata da Francesco Mazzarella, che proprio al Politecnico di Torino ha cominciato i suoi studi.

Il nostro messaggio è semplice” – riferisce l’instancabile Presidentessa di Rén, Francesca Mitolo, a sua volta fondatrice del brand di moda sostenibile Teeshare – “vogliamo incoraggiare un modo di vivere più consapevole, basato sulla promozione della sostenibilità a tutto tondo, creando senso dove c’è ancora rumore. Per fare questo, farlo meglio e farlo ancora, potete continuare a sostenerci tramite la campagna di crowdfunding di questo mese sulla piattaforma Produzioni Dal Basso (http://sostieni.link/21427). Tutto ciò è possibile grazie al sostegno di ogni singolo individuo, perché al centro di questo flusso ci sono proprio le persone. ”

Chicchissima_Fashion_Revolution

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@Credits. Thanks to Zéeero

Le origini del Movimento

All’origine di questo evento ci sono, infatti, 1.133 persone che hanno perso la vita nel tragico crollo del Rana Plaza, uno dei poli tessili più grandi e importanti del Bangladesh, una struttura fatiscente ove si lavorava in condizioni inumane. Era il 24 aprile 2013 e sotto le macerie furono rinvenute le etichette di molti brand internazionali – anche italiani – che quotidianamente indossiamo.
Qual è dunque il prezzo da pagare per i vestiti che indossiamo?
Chi ha fatto i miei vestiti? È la domanda che il movimento Fashion Revolution pone per scuotere le coscienze di noi consumatori, in un tam-tam che va dall’Australia al Brasile, dal Sud Africa al Vietnam, e l’anno scorso ha coinvolto 275 milioni di persone.

“La Fashion Revolution Week vuole essere il primo passo per la presa di coscienza di ciò che significa acquistare un capo d’abbigliamento” – commenta Marina Spadafora, coordinatrice del Fashion Revolution Day in Italia. – Scegliere cosa acquistia-mo può creare il mondo che vogliamo: ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose per il meglio e ogni momento è buono per iniziare a farlo”.

Per scoprire il programma completo dell’evento, visitate la pagina dedicata: https://bit.ly/2K5eIWN

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